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SALUMIERI PER TRADIZIONE, BONTÀ PER ISPIRAZIONE

UNA STORIA FATTA DI TRADIZIONE

Fare salumi è un’arte che i nostri maestri salumai, chiamati norcini, si tramandano di generazione in generazione.
Solo la manualità di chi sa fare, e l’esperienza acquisita negli anni, permettono di ottenere salumi di gran pregio.
Solo il giusto lavoro di un disossatore, la mano sapiente di un salatore, la precisa tecnica di un insaccatore e di un legatore e il controllo maniacale di uno stagionatore, garantiscono risultati eccellenti.
Ancora oggi il contributo di persone esperte è fondamentale per fare la differenza fra una produzione esclusivamente industriale e una a forte connotazione artigianale.
Mio padre Bruno iniziò ad esercitare quest’arte ancor prima della Seconda Guerra, era un norcino a vecchio stampo. Gli bastava solo con coltello, un tritacarne manuale, e le sue mani che impastavano, insaccavano e legavano.
Fine anni ’50 iniziò un periodo di innovazione con la costruzione di un piccolo salumificio che sarebbe poi diventato a conduzione familiare. Si arrivava a macellare 3/4 maiali a settimana che consentivano di produrre i nostri salumi tipici emiliani. Nel 1968 iniziai anch’io col fare i salamini, mi ricordo che mi diceva sempre: “le cose più buone sono quelle più semplici”. Cerco di portare avanti questi insegnamenti, mettendo in pratica, ancora oggi, le sue tecniche e seguendo le sue ricette. La passione che mi ha tramandato mi permette di generare prodotti il più naturale possibile, scegliendo con attenzione le materie prime, controllando la qualità delle carni, e tenendo sotto controllo le temperature, così da ottenere un prodotto di qualità.